…Dettagli di un terremoto

The sounds of silence

…Si, proprio così, come la canzone…e no, non ho sbagliato a scrivere il titolo…inizialmente Simon&Garfunkel la intitolarono così…I suoni del silenzio…e descrive tutto quel che ho sentito, che ho percepito…silenzi, silenzi infiniti e assordanti…il vuoto, ad ogni mio passo tra le macerie, tra quelle vie con le case distrutte da pochi secondi di forte tremore…e dopo ore e ore passate a cogliere quella situazione tragicamente silenziosa, inciampo in alcuni dettagli che rappresentano se pur tristemente, la vita e tutto quel che può esserci ancora di vivo in un paese oramai fantasma.
Ho pensato a questo progetto per “urlare” che la vita è più forte di qualunque scossa…nulla cancella quel che è stato.
Un piccolo giocattolo…un dalmata accovacciato a terra nell’attesa che un bimbo lo raccolga e inizino a giocare di nuovo insieme…una palla tra i resti di una casa andata completamente distrutta che aspetta di essere raccolta e lanciata…dei pennarelli, una colla…pronti per essere messi all’interno di un astuccio per poi posarsi sopra ad un banco di scuola…Gli anziani, radicati con tutto se stessi in quelle pietre cadute nell’oblio. Tutti gli aiuti delle forze dell’ordine e delle persone comuni. Un fiore che con respiro incerto nasce dal cemento rappresentando la vera bellezza fatta di pochi petali e uno stelo..quella è la vera essenza della vita. E il famosissimo cartello “No Selfie” davanti ad una casa completamente distrutta,per rispettare e non dimenticare coloro che non torneranno più.


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